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Le origini
Il baco da seta
La sericoltura
Trattura e torcitura
Caratteristiche fisiche
Classificazioni commerciali e quantità prodotte
Tassonomia e
letteratura
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Sono soprattutto le donne delle famiglie contadine a prendersi cura del baco e a seguire i vari stadi dell’allevamento: le mute, la costruzione del “bosco”, l'eliminazione dei bozzoli putridi, l'avvolgimento del filo, liberato dalla sericina manualmente nell'acqua bollente utilizzando dei piccoli aspi.
L’allevamento inizia riponendo i semi dei bachi su pagliericci. Dopo la schiusa, i bachi vengono posti su graticci di vimini, chiamati “bigattiera”, un'armatura di legno con diversi ripiani costituiti da stuoie di canne.

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A questo punto i bachi vengono coperti bene ed alimentati con foglie di gelso asciutte, fresche, pulite e frantumate.

Il primo baco che spunta viene denominato cavallaio. Con la crescita i “cavalieri”, aumentano il loro appetito e crescono rapidamente mangiando foglie di gelso, dapprima sminuzzate poi intere.
Quando i bachi mangiano in continuazione il lavoro della famiglia contadina si fa molto impegnativo. Per alimentare 6000 bachi sono necessari 100 chilogrammi di foglie di gelso.
Per questo è necessario che l’allevamento dei bachi da seta sia in prossimità di piantagioni di gelso così da soddisfare la voracità del bruco con foglie sempre fresche.

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Il bombice del gelso porta questo nome perché la sua alimentazione è costituita dalle foglie del gelso bianco, il più diffuso è il “Morus alba”, una pianta arborea originaria delle regioni asiatiche intorno all’Himalaya.

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Dopo circa una quarantina di giorni dalla schiusa, quattro cambiamenti di pelle e un aumento del peso corporeo di 10000 volte quello originario, i bachi cessano di nutrirsi: è giunto il momento di filare il bozzolo.

La famiglia contadina allestisce il "bosco" con ramoscelli secchi intrecciati in modo che i bachi possano salirci sopra e fare il bozzolo attaccandosi ai rametti. I locali vengono opportunamente oscurati ed il baco, per mezzo della filiera, un organo posto sotto la bocca, comincia a filare il bozzolo secernendo un filamento umido che solidifica appena a contatto con l’aria.

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Appena il bozzolo è completato (circa 4 giorni) viene staccato dal “bosco” e lavorato subito, prima che si verifichi la metamorfosi del baco e la crisalide all'interno si trasformi in farfalla fuoriuscendo e rompendo così il prezioso filamento che per ogni bozzolo è lungo fino
a 1000 m. Se non si interviene in tempo, ed il piccolo animale viene fatto sfarfallare, una volta completata la ninfosi, la farfalla emette una secrezione rossiccia,

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scioglie la sostanza gommosa agglutinante che unisce i fili e, tramite l’uso di un'apposita struttura anatomica a lima che taglia le fibre, viene fuori. Nell'arco di pochissimi giorni si consuma tutto il ciclo del “filugello”: l'accoppiamento, l'ovideposizione ed infine la morte.

L'allevamento del baco da seta ha costituito per secoli l’economia fondamentale delle famiglie contadine nelle zone rurali dello Zhejiang o dello Jiangsu e ancora oggi la gelsicoltura rappresenta per queste una fonte di reddito primaria.

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